Un segnale per distendere gli animi, che riecheggia precedenti storici, e un messaggio per ringraziare quanti gli hanno fatto sentire il loro affetto, che cita quasi alla lettera Chaucer. Silvio Berlusconi affida a un breve post sul sito web del Pdl il messaggio con cui dice «grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto».
«Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri», aggiunge il presidente del Consiglio. «L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio» e la frase finale che precede la firma: Silvio Berlusconi. Il presidente ha trascorso una notte serena, le sue condizioni migliorano. Secondo il bollettino diffuso dal san Raffaele il premier sarà dimesso domani, ma dovrà «astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane», ha spiegato il medico personale del presidente del Consiglio, Alberto Zangrillo. «Le condizioni cliniche non destano preoccupazioni» si legge nel comunicato diramato dall’ospedale .
Zangrillo ha detto ai giornalisti «di aver aumentato la terapia di anelgesici» e che «permangono i problemi legati alla sintomatologia dolorosa dovuta agli esiti del trauma subito, e in particolare alla riacutizzazione della cervicalgia che nei mesi precedenti aveva afflitto il presidente in più di una circostanza». Intanto, dai racconti di chi è stato a trovare il presidente arriva la descrizione dell’amarezza del Cavaliere. «Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perchè mi odino così». Gli amici del premier descrivono un Berlusconi ancora sotto choc per i contorni della aggressione subita così come per il dolore fisico e temono che possano verificarsi nuovi episodi di violenza. «Temiamo altre aggressioni» ha detto Bonaiuti. « Ma se si toglie a Berlusconi il contatto con la gente, questo contatto umano che lo rende irripetibile rispetto ad altri leader politici, siamo di fronte all’impossibilità di avere il Berlusconi leone combattente che è sempre stato».
Un rischio paventato anche dai servizi segreti. Quello di Tartaglia è «stato un gesto “isolato” e “scollegato” da qualunque altro soggetto o volontà politica» ha fatto sapere il presidente del Copasir Rutelli, al termine dell’audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e del direttore del Dis, prefetto Gianni De Gennaro. L’ex sindaco di Roma ha chiesto al premier di essere prudente perché «la sua sicurezza è un bene nazionale» e perché esiste un rischio emulazione. «Attorno a Berlusconi c’era un tale numero di addetti tra guardie del corpo e assistenti alla sicurezza che si considera quasi un evento accidentale che possa essere filtrato l’oggetto che lo ha colpito. Non c’è dubbio - ha proseguito Rutelli - che c’è un ’primo cerchiò che circonda il premier e c’è un ’secondo cerchiò relativo alla folla che sta intorno e che è più difficile da controllare. Tanto più quando le manifestazioni sono imprevedibili e imprevedibile è il comportamento del premier. Perchè lui si dispone verso le persone senza che da questo sia preannuniciato».
Secondo Rutelli è «evidente che maggiore prudenza sarà necessaria in futuro e che al carattere impulsivo e al desiderio di questo controllo si dovrà mettere maggiore attenzione da parte di chi garantisce la sicurezza del presidente del Consiglio, perchè qualche volta si sappia dire di “no”, che certe cose non le può fare». In attesa che venga dimesso, intanto, tutti gli impegni di questa settimana sono stati cancellati, a partire dal vertice di Copenaghen, dove Berlusconi sarebbe dovuto volare tra due giorni. Ieri la giornata del premier al San Raffaele è passata tra le visite istituzionali e di amici e parenti (da Marcello Dell’Utri alla figlia Marina) e le telefonate. Lo hanno chiamato il presidente francese Nicholas Sarkozy, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il premier russo Vladimir Putin. Il Papa gli ha inviato un telegramma esprimendogli la propria «vicinanza» per la «deplorevole aggressione» subita.
Via | lastampa.it
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«Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri», aggiunge il presidente del Consiglio. «L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio» e la frase finale che precede la firma: Silvio Berlusconi. Il presidente ha trascorso una notte serena, le sue condizioni migliorano. Secondo il bollettino diffuso dal san Raffaele il premier sarà dimesso domani, ma dovrà «astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane», ha spiegato il medico personale del presidente del Consiglio, Alberto Zangrillo. «Le condizioni cliniche non destano preoccupazioni» si legge nel comunicato diramato dall’ospedale .
Zangrillo ha detto ai giornalisti «di aver aumentato la terapia di anelgesici» e che «permangono i problemi legati alla sintomatologia dolorosa dovuta agli esiti del trauma subito, e in particolare alla riacutizzazione della cervicalgia che nei mesi precedenti aveva afflitto il presidente in più di una circostanza». Intanto, dai racconti di chi è stato a trovare il presidente arriva la descrizione dell’amarezza del Cavaliere. «Io voglio bene a tutti, voglio il bene di tutti, non capisco perchè mi odino così». Gli amici del premier descrivono un Berlusconi ancora sotto choc per i contorni della aggressione subita così come per il dolore fisico e temono che possano verificarsi nuovi episodi di violenza. «Temiamo altre aggressioni» ha detto Bonaiuti. « Ma se si toglie a Berlusconi il contatto con la gente, questo contatto umano che lo rende irripetibile rispetto ad altri leader politici, siamo di fronte all’impossibilità di avere il Berlusconi leone combattente che è sempre stato».
Un rischio paventato anche dai servizi segreti. Quello di Tartaglia è «stato un gesto “isolato” e “scollegato” da qualunque altro soggetto o volontà politica» ha fatto sapere il presidente del Copasir Rutelli, al termine dell’audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e del direttore del Dis, prefetto Gianni De Gennaro. L’ex sindaco di Roma ha chiesto al premier di essere prudente perché «la sua sicurezza è un bene nazionale» e perché esiste un rischio emulazione. «Attorno a Berlusconi c’era un tale numero di addetti tra guardie del corpo e assistenti alla sicurezza che si considera quasi un evento accidentale che possa essere filtrato l’oggetto che lo ha colpito. Non c’è dubbio - ha proseguito Rutelli - che c’è un ’primo cerchiò che circonda il premier e c’è un ’secondo cerchiò relativo alla folla che sta intorno e che è più difficile da controllare. Tanto più quando le manifestazioni sono imprevedibili e imprevedibile è il comportamento del premier. Perchè lui si dispone verso le persone senza che da questo sia preannuniciato».
Secondo Rutelli è «evidente che maggiore prudenza sarà necessaria in futuro e che al carattere impulsivo e al desiderio di questo controllo si dovrà mettere maggiore attenzione da parte di chi garantisce la sicurezza del presidente del Consiglio, perchè qualche volta si sappia dire di “no”, che certe cose non le può fare». In attesa che venga dimesso, intanto, tutti gli impegni di questa settimana sono stati cancellati, a partire dal vertice di Copenaghen, dove Berlusconi sarebbe dovuto volare tra due giorni. Ieri la giornata del premier al San Raffaele è passata tra le visite istituzionali e di amici e parenti (da Marcello Dell’Utri alla figlia Marina) e le telefonate. Lo hanno chiamato il presidente francese Nicholas Sarkozy, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton e il premier russo Vladimir Putin. Il Papa gli ha inviato un telegramma esprimendogli la propria «vicinanza» per la «deplorevole aggressione» subita.
Via | lastampa.it



















